Documento Politico

Allerta Rainbow: il 16 giugno arriva il Liguria Pride 2018

Stare in allerta è osservare quanto le nostre vite quotidiane stiano concedendo alla cultura patriarcale, alle relazioni di potere asimmetriche tra sessi/generi, al dominio degli stereotipi e del conformismo, ed intervenire nel cuore della società per affermare attraverso la propria vita i principi di parità ed equità.

Essere vigili, avere consapevolezza di ciò che ci circonda è il nostro modo per contrastare l’indifferenza e la banalizzazione della violenza: l’apparente neutralità ci rende complici silenziosi.

Stare in allerta è anche essere in ascolto delle piccole scosse che provocano sussulti, erosioni, crolli nel tessuto sociale e culturale di una comunità minacciata dalla guerra tra poveri, dalla paura di perdere il proprio posizionamento sociale, dall’egoismo di chi crede che riconoscere diritti a chi non ne ha significhi “perdere” qualcosa.

Massima allerta invece va data per la forte crescita dell’estrema destra anche nel nostro paese: siamo noi gli argini contro la diffusione di questa sub-cultura politica, arrogante e violenta e non è sufficiente invocare la Costituzione e/o delegare ad altri (le Istituzioni, i Partiti, … ) il compito di difendere la libertà delle minoranze o di chi non si riconosce nel pensiero dominante.

Allerta Rainbow è anche un modo ironico per rispondere al falso allarmismo intorno alle unioni civili o alle famiglie lgbti; mostreremo ancora una volta, come succede dal primo Pride del 1969, che non c’è nulla di cui essere davvero “allertati” in un corteo pacifico e colorato.

Durante il Pride si canterà e ballerà, ci sarà musica e tutto il nostro intento sarà dare vita a una manifestazione propositiva che dia a tutta la cittadinanza l’agio di partecipare. Questo è il modo che la comunità lgbti e tutti e tutte le sostenitrici hanno da sempre scelto per comunicare: la visibilità festosa del proprio essere liberi e libere.

In questi tre anni di esperienza abbiamo visto che la formula funziona anche da noi in Liguria. Il messaggio è stato colto e molte/i giovani hanno avuto occasione di uscire a viso aperto, con la propria soggettività, trovando un ambiente sereno nel quale sentirsi finalmente al sicuro.

La politica ed i media paiono poco interessati a queste storie positive, e sembrano dare più ascolto alle paure derivanti dalla ignoranza e dai pregiudizi che generano bullismo o misera arroganza conformista.

Il bollettino meteo del 16 giugno infatti cita: cielo sereno, oggi la Liguria è tutta arcobaleno!

 

Non ci basta essere accettati o tollerati

  • Non smetteremo di lottare per la nostra dignità fino a che anche un solo ragazzo gay non avrà il coraggio di baciarsi in pubblico!
  • Non smetteremo di lottare fino a che una donna lesbica non potrà diventare liberamente madre!
  • Non smetteremo di lottare fino a che una sola persona transessuale verrà discriminata sul luogo di lavoro!
  • Non smetteremo di lottare fino a che un genitore di persona omosessuale o transessuale si sentirà giudicata, incompresa o spaventata per il futuro dei propri figli/e!
  • Non smetteremo di lottare fino a che alle persone transgender non verrà riconosciuto il diritto di poter modificare anagraficamente il proprio sesso e nome indipendentemente dal sottoporsi a un intervento chirurgico di modifica dei caratteri sessuali primari!
  • Non smetteremo di lottare fino a che una sola donna verrà picchiata, violentata o uccisa per aver lasciato un uomo!

 Abbiamo fatto un passo avanti con le Unioni Civili, ma la strada è lunga

  • Continueremo a lottare per il matrimonio egualitario,
  • Continueremo a lottare per il riconoscimento dei figli alla nascita e per l’adozione piena di quelle/i già nati,
  • Continueremo a lottare per la possibilità di adozione per coppie e single, a prescindere dall’identità di genere e dall’orientamento sessuale,
  • Continueremo a lottare per l’accesso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita anche per le coppie separate e per le single,
  • Continueremo a lottare affinché le persone nate con caratteri sessuali misti (intersessuali e pseudoermafroditi) possano decidere autonomamente il proprio genere sessuale, chirurgicamente e/o anagraficamente in età adulta – con il divieto di interventi chirurgici di assegnazione sessuale arbitraria in periodo infantile, così come accade attualmente,
  • Continueremo a lottare per l’educazione all’affettività e alla sessualità nelle scuole, perché tutelare dalla violenza, dal bullismo e dai rischi per la salute è un atto di amore verso le nuove generazioni.

Abbiamo bisogno di alleanze, solidarietà; il nostro movimento è solidale e inclusivo

  • Lavoriamo per la costruzione di una società inclusiva e rispettosa a partire dalla presa di coscienza e dal cambiamento dei nostri comportamenti, sia nelle relazioni interpersonali, sia nella sfera pubblica. Ma partire da sé non è sufficiente: sono necessarie politiche di contrasto al bullismo e a ogni forma di discriminazione e di violenza sessista, razzista, omofoba e di genere che coinvolgano la scuola, il mondo del lavoro ed i luoghi della socializzazione.
  • Invece assistiamo alla crescente chiusura degli spazi laici nella scuola, nei consultori, nelle politiche di welfar I progetti educativi non possono parlare di genere, stereotipi, famiglie omogenitoriali, pena l’esclusione dai bandi o l’interdizione dalle classi. Nei consultori e negli ospedali l’obiezione di coscienza è ormai una misura di sabotaggio della legge 194: come pratica è una minaccia ai diritti acquisiti e non a caso c’è chi ha tentato di applicarla anche alle unioni civili! Politiche familiste, centrate sulla naturalità del rapporto complementare maschio/femmina, vengono applicate per restringere l’accesso ai servizi e alle tutele sociali, volendo escludere persone lgbti, single, coppie non sposate, residenti senza cittadinanza italiana, migranti: lo slogan “prima gli italiani” vuole dire ovviamente che il potere è appannaggio dei maschi eterosessuali bianchi, e così si riporta il nostro paese indietro di sessant’anni.
  • Lottiamo contro la medicalizzazione dei servizi di prevenzione, la privatizzazione e il superamento del sistema sanitario di tipo universalistico. Queste politiche sono sostenute dalle stesse maggioranze che trovano appoggi nella destra estrema e nelle associazioni pro-life e per la famiglia tradizionale, intenzionate a entrare nei servizi come privato sociale per godere dei contributi e soprattutto del potere etico/politico sulle persone che vi accedono. Come un tempo le parrocchie trovavano lavoro, casa, risorse per i fedeli, oggi rischiamo di essere catapultati nel passato clientelare, dopo avere acquisito diritti e dignità che purtroppo non sono così solidi e resistenti senza un forte impegno pubblico a loro difesa.
  • Rifiutiamo le azioni di respingimento dei profughi e dei/delle migranti, la costruzione di centri di detenzione e di muri, la chiusura dei confini, che dividono l’umanità in sommersi e salvati: sono contestuali allo sfruttamento dei lavoratori e delle lavoratrici stranieri; funzionali all’abbassamento del costo del lavoro; conseguenti alle politiche di sfruttamento delle risorse nei loro paesi di origine; fonte di profitto per la produzione e vendita di armi di cui l’Italia è nel gotha mondiale (le esportazioni di armi sono salite dell’85% nel 2016 rispetto all’anno precedente).
  • Siamo pertanto in allerta, cerchiamo di comprendere la realtà che cambia, costruiamo alleanze affinché il nostro Liguria Pride continui ad essere Human Pride e All Families Pride, perché crediamo che la battaglia per i diritti delle persone LGBTI sia una battaglia per tutti e tutte.