Associazione Liguria Pride: per i diritti LGBTQ+

ALLA VIOLENZA OMOFOBA SI RISPONDE IN PIAZZA

Presidio + passeggiata
Organizzato da: Arcigay Genova, AGEDO Genova, Coordinamento Liguria Rainbow

Sabato 25 gennaio 2025
17:30h - LARGO pertini (GE)

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 Scendiamo in piazza a manifestare in solidarietà con il ragazzo aggredito venerdì 17 gennaio
– contro la violenza omolesbobiatransfobica
– per fermare le campagne di odio e chi le alimenta
– per la prevenzione
presidio contro la violenza omofoba
È accaduto a Genova, in un venerdì qualsiasi, a un ragazzo che come tanti altri si voleva divertire in compagnia dei suoi amici. Ma per il solo fatto di essere gay è stato aggredito, picchiato e mandato all’ospedale. Poteva essere chiunque, perché la violenza non era mirata alla persona ma al suo essere non eterosessuale. “Fuori dalla norma” direbbero i Vannacci, i ProVita, Trump e tutti i suoi estimatori.

È accaduto a Roma, Napoli, Milano, Bologna, con la cronaca di atti violenti contro persone LGBTQIA+ e contro le sedi politiche del movimento in questo breve inizio d’anno.
Non facciamo passare sotto silenzio questi episodi, prima che diventino violenza quotidiana.
Non facciamo passare questi episodi come violenza generica, senza origine precisa, senza nominare il contesto che li genera e li alimenta, perché serve prevenzione e la repressione non è la cura.
La violenza che ha subito ‘Marco’ ferisce l’intera comunità LGBTQIA+, perché è violenza omofoba!

Vogliamo poter uscire di casa senza avere paura per quello che siamo, per come vestiamo, per chi frequentiamo. Non stiamo chiedendo pattuglie e controlli: il vero pericolo è rappresentato dai seminatori di odio, da chi discrimina, da chi è complice e da chi difende i propri privilegi a discapito di chi ne ha meno.
La sicurezza pubblica si costruisce COLLETTIVAMENTE, tessendo reti, solidarietà, spazi e relazioni di cura. Facendo formazione, buona informazione, confrontando esperienze e facendo conoscere storie di vita.

La piazza è LO SPAZIO DELLA RABBIA, della contestazione e della rivendicazione di diritti e libertà.
La piazza è anche lo spazio DELLA CURA. Dopo le violenze serve il contatto umano, per tornare nello spazio pubblico senza paura.

Allora riempiamo la piazza, con orgoglio e furia queer, perché esistiamo e siamo resistenti.
Al termine del presidio faremo una passeggiata per raggiungere PIAZZA EMBRIACI.
Riappropriamoci di uno spazio violato!

NB. In caso di pioggia, il presidio si svolgerà di fronte, sotto il colonnato del Teatro Carlo Felice.

INTERVENTI DEL PRESIDIO

Intervento Pan.soti

Siamə stanchə. Siamə impauritə. Ma, più di ogni altra cosa, siamo arrabbiatə. Arrabbiatə perché l'omofobia,
l'intolleranza, la violenza non sono episodi isolati, non sono anomalie. Sono una piaga sociale che si sta
diffondendo a macchia d'olio, un veleno che sta intaccando sempre più profondamente il tessuto della
nostra società.

Siamo arrabbiatə perché vediamo figure di potere, persone che dovrebbero essere esempio e guida,
comportarsi in modo irresponsabile. Elon Musk, con i suoi gesti che strizzano l’occhio al fascismo, viene
giustificato con scuse ridicole, quasi fosse normale legittimare atteggiamenti che evocano il peggio della
nostra storia. Siamo arrabbiatə perché un presidente come Donald Trump ha aperto il suo mandato
discriminando apertamente le persone transgender, lanciando un messaggio inequivocabile: l’odio è
accettabile se pronunciato da chi è al comando.

Ma non è accettabile. Non possiamo e non dobbiamo accettarlo. Questi fatti non sono semplici errori, non
sono scivoloni isolati. Sono segnali di un clima di odio e intolleranza che sta crescendo in tutto il mondo, un
clima che ci minaccia, che ci divide, che cerca di soffocare la nostra libertà e la nostra dignità.

Per questo siamo qui oggi. Per questo alziamo la voce e pretendiamo un cambiamento. Chiediamo alle
Istituzioni di fare di più, di agire concretamente contro ogni forma di discriminazione e violenza. Non
bastano le parole, servono politiche, risorse, interventi reali. Chiediamo alle scuole di diventare luoghi di
inclusione, di insegnare il rispetto delle diversità, di educare le nuove generazioni alla convivenza civile. E
chiediamo ai media di fare la loro parte: di raccontare la comunità LGBTQIA+ per quello che è, con le sue
sfide, le sue storie, la sua bellezza, e di denunciare con forza ogni forma di odio e pregiudizio.

Ma non ci fermiamo qui. Non basta chiedere: dobbiamo agire, insieme. La nostra lotta non si limita a
questa piazza, non si esaurisce con un presidio. La nostra lotta continua domani, dopodomani e ogni giorno.
Perché il cambiamento inizia da ciascunə di noi, dalla nostra capacità di unirci, di organizzarci, di costruire
una rete di solidarietà che sia più forte di qualunque forma di odio.

Oggi abbiamo alzato la voce. Domani continueremo a lottare. Perché nessunə deve essere lasciatə indietro.
Perché insieme possiamo essere il cambiamento.

Intervento CLR

Lacrime di coccodrillo

Dopo l’aggressione omofoba nei vicoli di Genova, nella notte del 17 gennaio, anche la Regione e il Comune
di Genova sono usciti con un comunicato stampa che accoglie di buon grado la denuncia fatta dal ragazzo,
che parla di fiducia nelle indagini e che biasima la violenza.

Violenza e basta. Non si dice quale. Non si specifica contro chi.
E’ l’assenza di alcune parole che fa rumore nelle nostre orecchie.

Come omofobia, gay, LGBT, maschilità tossica: la violenza cui si riferiscono Bucci e Piciocchi (hanno pure un
bel suono insieme: sembra l’insegna di un negozio di ferramenta)
è una violenza neutra, una violenza generica.

Una violenza che ferisce la città, un po’ come la spazzatura e la povertà che sporcano il centro storico, da
mantenere invece accogliente e decoroso perché ci vengono i turisti.
Nessuna parola di vicinanza a tutte le persone LGBTQIA+, come se questa violenza non avesse ricadute in
primis sulla comunità, quella comunità innominabile da chi ci amministra.

La violenza deprecata da Bucci e Piciocchi è una violenza individuale, fatta di UNA vittima e di UN
aggressore (meglio se migrante, deviante, tossico… eccetera) e fuori da qualsiasi contesto culturale e
sociale, svincolata dalle ideologie che colpevolizzano categorie sociali etichettabili come ‘diverse’, sciolta da
qualunque responsabilità politica.

Come se la collusione con la destra neocattolica e l’associazione a delinquere ProVita e Famiglia, con le loro
campagne di odio e di discriminazione, fosse irrilevante.
Come se il saluto fascista di Elon Musk (che ha dato inizio a questa lunghissima settimana) da simbolico non
si traducesse in azione, quel braccio alzato in mondovisione che volutamente normalizza simboli di odio e
violenza rendendoli accettabili e persino affascinanti per milioni di persone.
Le parole sono pietre. E sono pesanti sia quando vengono pronunciate che quando vengono evitate
apposta.

E così chi ci amministra intona un coro unanime che sostiene la denuncia legale: perché così si evita
qualunque azione politica, perché ‘la politica’ ne fa questione di reato, quindi repressione, quindi
punizione.

Che la persona singola, la vittima, denunci, e che il singolo, il violento, venga rinchiuso e si butti via la
chiave.
Il passo successivo sarà che il singolo impari a difendersi, si armi, si protegga. Poi casomai le ronde e il
coprifuoco. Anche no. Grazie.

Riconoscere che la violenza omofoba è un reato SPECIFICO è importante perché la società non banalizzi,
sottovaluti, neghi tutto ciò che la alimenta; perché si mettano in atto azioni per prevenirla; perché il senso
comune la rifugga, anziché nutrirla.
Bucci e Piciocchi, finché le vostre lacrime sono di coccodrillo, finché cercate consensi tra omofobi e trans
escludenti, finché i vostri alleati sono i nostalgici del braccio alzato, noi continueremo a essere offensivi e
divisivi.
E quest’anno pure inestirpabili.

Intervento Agedo Genova

Anche Agedo Genova è presente a questo presidio per dire che siamo stanche e stanchi di questi attacchi di odio LGBTQIA+fobico, che da attacchi politici sono diventati violenze reali nei confronti delle persone e che si susseguono dall’inizio del 2025 in diverse città italiane.
I movimenti neocattolici e molti rappresentanti dei partiti di destra, in Italia e in molti altri paesi nel mondo, da anni attuano una campagna di disinformazione e di discriminazione di cui sono state vittime principalmente le famiglie arcobaleno e le persone transgender, aggrappandosi all’idea di famiglia naturale, a fandonie
sui percorsi di affermazione di genere a cui sarebbero sottoposti “bambini” e ad una presunta “ideologia gender” che è solo nella testa di chi ne parla. Ora è diventato evidente come queste fossero solo scuse per mascherare l’odio nei confronti delle persone omosessuali e transgender. Quest’odio si sta trasformando in disposizioni di Stato negli Stati Uniti di Trump.
Quest’ odio è diventato censura di alcuni corsi universitari in Italia e chi vive di quest’odio si sente autorizzato a metterlo in atto con violenza. Noi temiamo per la sicurezza e la libertà delle nostre figlie e dei nostri figli, che sono uguali a tutte e tutti gli altri, con i loro pregi e le loro virtù, i loro sogni e le loro frustrazioni, il loro lavoro e le loro
famiglie.

Cito le parole di Djarah Kan, scrittrice italiana e attivista per i diritti, riportate su un articolo di Internazionale:
” La disinformazione che passa attraverso i maggiori social media è il mezzo attraverso il quale si controllano milioni di persone che non si limitano soltanto a condividere notizie false, ma votano. La disinformazione è la corsia
preferenziale in cui viaggiano coloro i quali intendono rovesciare governi democraticamente eletti. La disinformazione è il mattone fondativo della struttura di questa nuova dittatura che ha il volto del progresso, in quest’era digitale.”

Invito la cittadinanza: venite a conoscerci, ascoltateci, partecipate ai nostri eventi, non vivete di stereotipi e paure.

E invito i movimenti per i diritti delle minoranze a restare uniti, a non disperdersi nei diversi distinguo; è importante confrontarsi ma mantenere l’unità.
Questa società ha come valori la ricchezza, il successo e il potere, tutte cose che dividono le persone. È importante ritrovare la solidarietà e non farci dividere.

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